
LA SOGLIA
Benvenuto/a a questo Laboratorio Didattico ed Esperienziale.
Per prima cosa è opportuno comprendere perché ho ritenuto corretto definirlo didattico. Lo scopo di questo percorso non è solo quello di sdrammatizzare l’evento morte o comprendere alcuni passaggi fondamentali che potrebbero essere di aiuto nel momento del trapasso, ma ciò che mi sono prefisso, quale desiderio e meta finale, è quello di educare tutti i partecipanti a un nuovo concetto metafisico dell’essere umano, della propria identità materiale ed energetica e delle proprie potenzialità. L’acquisizione di maggior consapevolezza nei confronti dei sistemi di credenza e la volontà di applicare pochi e semplici esercizi vi daranno l’opportunità di comprendere e percepire l’eternità dell’individuo, il continuo proseguire dell’esistenza attraverso il meccanismo delle reincarnazioni e la possibilità di affrontare e gestire l’evento morte in modo diverso da ciò che la nostra tradizione occidentale ci ha insegnato nel corso di questi inutili secoli.
Non ho scritto INUTILI per rimarcare il carattere polemico del mio personaggio, ma semplicemente perché ritengo che poco o nulla sia stato fatto per istruire il genere umano, soprattutto quello occidentale, a veri e costruttivi percorsi di evoluzione spirituale. La nostra Anima, energia magica e stupefacente, è stata condannata a un ruolo secondario, senza avere codici di contatto con gli altri corpi e quindi nessuna rilevante esternazione delle proprie potenzialità. L’Anima rappresenta la vostra unica e vera essenza ed è importante imparare a identificarsi in questa “scintilla divina” e non nel vestito che indossa. Affronta un cammino che va ben oltre i pochi anni di vita terrena che siamo costretti a fare e prosegue integra nei secoli dei secoli, desiderando un apprendimento funzionale al proprio progetto. La Morte, di fatto, non esiste, ma l’evento contraddistinto con questo nome ha ripercussioni su tanti piccoli aspetti del nostro percorso e di quello dei nostri cari. Impariamo dunque a morire sereni, perché in questa e nelle altre vite non si manifesti la paura di ciò che ci appare così triste e sconosciuto.
Io sono Ensitiv e quello che farò oggi sarà portarvi con me in un immaginario viaggio nella vostra morte! Vi spiegherò cosa vi succederà, cosa vedrete e vi aiuterò ad amplificare le vostre capacità percettive, in modo da “annusare” il mondo energetico che è l’habitat preferito della vostra Anima.
CHE COSA È LA MORTE?
Per rispondere a questa domanda occorre fare una distinzione, ma non prima di aver ascoltato la tua risposta a questo quesito. Non voglio addentrarmi in filosofie noiose e complesse, perciò cercherò di essere chiaro e riassuntivo e, in cambio di questo favore che ti faccio, consentimi di utilizzare termini e concetti convenzionali comprensibili a chiunque.
La prima suddivisione necessaria a una miglior comprensione dell’argomento che stiamo trattando è quella dei corpi; voglio preoccuparmi di quelli principali: fisico, mentale ed animico o astrale, se preferisci.
La Morte del corpo fisico è la cessazione di tutte le funzionalità legate agli organi vitali; in pratica il “vestito” si rompe e non è più indossabile. Sì, triste! Era un vestito a cui ti eri sicuramente affezionato, lo indossavi da tanto tempo, ma l’errore che hai fatto sicuramente è stato quello di identificarti con quegli stessi abiti. Tu non sei quel vestito!
La Morte del corpo mentale consiste nella mancanza di connettività tra la frequenza materia e quella astrale. Ebbene sì, il corpo mentale è il connettore di frequenze e mondi diversi. Muore con il corpo fisico? Assolutamente no, ma perde la sua principale funzionalità e quindi possiamo dire che assume un ruolo inutile. La vera morte del corpo mentale avviene quando si disperde nell’etere delle dimensioni, privato dei fili conduttori che lo rendevano vitale e brillante. Se ti sei identificato nel tuo corpo mentale, ovvero l’insieme dei pensieri, ricordi, elaborazioni ecc., hai fatto il tuo secondo errore: non sei mente, sei “spirito”!
La Morte del corpo animico non esiste. L’Anima è eterna ed è la matrice di ognuno di noi. È lei che, principalmente, caratterizza ogni nostro evento, ogni nostro tratto distintivo e soprattutto la nostra capacità di adeguamento al secolo in cui ci troviamo. Se proprio vogliamo illuderci che avvenga anche una morte animica, azzarderei dicendo che un nuovo ciclo vitale (reincarnazione) è il momento in cui l’anima muore. Se sei riuscito ad identificarti nella tua Anima non hai bisogno del mio aiuto, ma sono certo che non hai ancora provato nemmeno a parlarci.
Già con questa prima suddivisione l’evento Morte assume un ruolo più relativo, ma non possiamo solo fare i filosofi e dimenticarci del dolore, della disperazione e della tristezza che comporta la perdita di una persona cara. Il trapasso è comunque un evento traumatico per tutti e tre i corpi, ma lo è maggiormente per chi rimane ad osservarlo. Liberi di piangere, è doveroso; liberi di disperarsi, ma se chi parte ha l’obbligo di comprendere, chi rimane ha il dovere di studiare, desiderare e ricercare una nuova forma di comunicazione che lo unisca al proprio caro, se di questo ha bisogno ovviamente.
COSA VEDRAI DURANTE IL TRAPASSO
Per stabilire cosa vedrai durante il trapasso occorre prendere in considerazione alcuni parametri più o meno noti:
• Il tipo di morte subita
• La consapevolezza raggiunta
• Lo stato emotivo del soggetto
• L’ambiente circostante
Qui inizia la didattica di questo corso, almeno per ciò che riguarda i parametri su cui possiamo intervenire. È ovvio che sul primo non possiamo decisamente farci nulla, ma possiamo lavorare sugli altri tre e condizionare, grazie alle nostre azioni e al nostro stile di vita, gli scenari che si formeranno davanti ai nostri occhi nel momento in cui abbandoneremo il “vecchio vestito” di cui abbiamo parlato.
La Consapevolezza? Ne sentiamo parlare ovunque e spesso anche in modo errato, ma cosa è questa benedetta consapevolezza? Vuol dire essere pienamente coscienti degli eventi a cui assistiamo, del mondo che ci circonda e del nostro ruolo all’interno di un particolare contesto. Per aumentare la nostra consapevolezza durante l’evento morte occorre studio, ricerca, lettura, meditazioni e tutto ciò che ci porta a una più profonda conoscenza verso il mondo spirituale e a una migliore gestione delle emozioni. Si è consapevoli quando i nostri corpi non sono in balia di eventi esterni, ma riescono ad essere presenti e gestire le situazioni mentalmente, fisicamente e anche con la nostra anima. Perché studiare? Studiare serve a comprendere meglio l’ambiente di cui facciamo parte. Per studio non intendo un percorso accademico, ma l’analisi e l’inserimento di informazioni provenienti da diverse scuole di pensiero e diverse visioni del mondo e dell’universo.
Lo stato emotivo del soggetto: le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella creazione degli scenari che ci ospiteranno al momento della morte. Posso controllarle? Non tutte, altrimenti non sarebbero vere e proprie emozioni, ma devo ricordarmi assolutamente che la paura, l’ansia o il panico devono essere trasformati lentamente in uno stato emotivo diverso, più vicino al timore che alla vera e propria paura. Questo cambiamento comporterà l’arrivo di colori, scenari più definiti e meno drammatici.
L’ambiente circostante: da anni mi batto perché, quando possibile, si cambino gli ambienti che ospitano un soggetto in procinto di esalare il suo ultimo respiro e quelli successivi all’accoglienza del defunto. Tristezza, grigiore, pianti, buio, candele, strani pinguini vestiti di nero e con il colletto bianco ecc. sono tutti rafforzativi di un sentimento di disagio e angoscia che instaurate prima nel soggetto morente, poi nell’anima che osserva.
Comprendo che nessuno è felice in questi momenti, ma poche accortezze possono determinare un trapasso più sereno, ve lo garantisco.
Agendo dunque su questi parametri, ed in relazione al tipo di morte subita, la mia Anima creerà le visualizzazioni del proprio ingresso nell’aldilà. Sarete soli? No, c’è sempre qualcuno ad accogliervi, tranne nel caso in cui non vogliate accettare la vostra morte e quindi negherete l’arrivo dei vostri accompagnatori.
DIMMI COME MUORI E TI DIRÒ COSA VEDRAI
Il primo punto determina buona parte della costruzione “Aldilà”. Molti pensano che la morte sia un evento identico per tutti, una sorta di corridoio universale che conduce ogni anima nello stesso luogo e con le stesse modalità. Nulla di più distante da ciò che realmente accade sul piano percettivo. Il modo in cui si affronta il trapasso non determina solo la modalità del distacco dal corpo fisico, ma influenza profondamente le immagini, le sensazioni e gli scenari che l’Anima incontrerà nei primi momenti successivi alla separazione.
Non è il giudizio divino a costruire ciò che vedrai, ma la tua frequenza interiore.
Ogni morte porta con sé le tre chiavi fondamentali di cui abbiamo parlato:
Lo stato emotivo in cui ti trovi.
Il grado di consapevolezza raggiunto durante la vita.
L’ambiente energetico e fisico che accompagna gli ultimi momenti.
Una morte improvvisa può generare smarrimento, ma non necessariamente paura. Una morte attesa può generare serenità, ma anche attaccamento. Non è l’evento in sé a definire l’esperienza, bensì il modo in cui l’Anima interpreta il cambiamento di stato. Chi ha vissuto identificandosi esclusivamente con la materia potrebbe percepire ambienti confusi o poco definiti, perché la mente cerca ancora punti di riferimento terreni. Chi invece ha imparato a dialogare con la propria parte animica può percepire colori più nitidi, presenze familiari o spazi che ricordano luoghi interiori già visitati durante meditazioni o stati di coscienza espansi. Per questo motivo non esiste una sola “porta”, ma tante soglie quante sono le coscienze. Non si tratta di premio o punizione, ma di risonanza.
Dimmi come vivi, come senti e come muori… e potrò dirti quali frequenze accompagneranno il tuo primo sguardo oltre il vestito che hai appena lasciato.
“MI STANNO ASPETTANDO”, LI VEDO
Una delle frasi più ricorrenti raccontate da chi accompagna una persona nel momento del trapasso è: “Mi stanno aspettando…”. O semplicemente vedrete lo sguardo dei vostri cari rivolto altrove, come se interagisse con persone a voi invisibili. Cosa accade? Molti interpretano queste parole come allucinazioni dovute alla stanchezza del corpo o alla fragilità della mente. In realtà, ciò che accade in quei momenti è spesso un ampliamento della percezione. Quando il legame tra corpo fisico e coscienza inizia ad allentarsi, la frequenza dell’Anima si sposta progressivamente verso uno stato più sottile. È in questa fase che alcune persone riferiscono di vedere presenze, figure familiari o semplicemente “qualcuno” che osserva in silenzio. Non sempre si tratta di volti riconoscibili. A volte è una sensazione di accoglienza, altre volte una luce, un movimento, una vibrazione che trasmette sicurezza. Queste presenze non arrivano per convincerti a partire, ma per accompagnarti nel riconoscimento di ciò che sta accadendo.
Chi accetta il passaggio tende a percepirle con maggiore chiarezza.
Chi invece resiste può ignorarle o non riconoscerle.
L’Anima non è mai realmente sola, ma può scegliere di sentirsi tale.
È importante comprendere che non tutti vedranno la stessa cosa.
Alcuni percepiranno parenti, altri animali guida, altri ancora semplicemente una direzione verso cui muoversi. La forma non è ciò che conta: ciò che conta è la sensazione di essere attesi. Quando qualcuno dice “li vedo”, spesso non sta descrivendo una visione fisica, ma un riconoscimento interiore che supera i limiti della vista materiale. Ed è proprio in quel momento che la paura può trasformarsi in fiducia. Perché ciò che attende non è un giudizio, ma una continuità. In questi istanti, in questo fenomeno, potete fare la differenza. Assecondare? Negare? Fingere di essere interessati? Quale potrebbe essere l’atteggiamento corretto da tenere? (Vediamo cosa rispondete)
La risposta corretta è “RACCONTAGLI”!
Non negare, non assecondare, ma RICORDARE! Raccontagli di me, di noi, di ciò che sei, di ciò che hai fatto, di quello che insieme abbiamo vissuto con divertimento o con un pizzico di nostalgia. Sceglilo pure come tuo interlocutore e parla di ciò che sei o ciò che siamo stai insieme. Questo approccio, impone un pensiero, un ricordo, una CONTINUITA’. Ed è tutto ciò che serve!
PIANI VIBRAZIONALI E STATI EMOTIVI
Anche il concetto di frequenza vibrazionale è inflazionato e usato in modo improprio, ma non è questa la sede in cui vogliamo addentrarci nella spiegazione dei temi più usati dal mondo spirituale; basterà comprendere che ogni cosa è vibrazione e la materia è l’elemento con la vibrazione più bassa. Per aumentare la nostra frequenza vibrazionale occorre che lo stato emotivo, il pensiero dominante, sia tra quelli che emettono alte frequenze e non basse e dunque: pace, amore, serenità, fratellanza ecc. Ogni particolare stato emette una frequenza che si allontana da quella più bassa proprio in base alla distanza che si instaura con l’elemento materiale con cui mi sono identificato: cibo, ego, scala sociale, pulsioni animali ecc. Nel momento in cui il mio interesse verso la materia diminuisce aumenta il potenziale animico, consentendomi la comprensione, la percezione e, quando dovrà accadere, anche l’ingresso nei range con frequenze vibrazionali più alte.
I LEGAMI CON IL CORPO, CON LA MATERIA E CON CHI RESTA
Questa è una tematica molto soggettiva che non può essere argomentata in modo generico se non attraverso pochi concetti che, se compresi in modo adeguato, vi consentiranno di riequilibrare il vostro comportamento nei confronti del mondo terreno. Stessi concetti possono valere per i soggetti che si trovano a dover affrontare scelte ed eventi determinati dalla morte di una persona cara.
• L’Anima rimane in prossimità del proprio corpo nei momenti successivi al distacco (1/2/3 giorni). È solo un corpo: qualunque cosa accada non accade a te! Per chi esegue, solita regola: vedono cosa succede al loro corpo, abbiatene rispetto.
• La materia è un vecchio ricordo, venirne attratti è normale, ma servirebbe solo a creare frustrazione: lasciala stare.
• Proteggi chi rimane forte del tuo nuovo potenziale, ma non andare oltre: prolungheresti solo la loro agonia.
Ecco questo è il mantra che dovrete ripetere da oggi in poi per tutto il resto della vostra vita!
DISPOSIZIONI PER UNA PERFETTA VEGLIA FUNEBRE E PER UN PERFETTO FUNERALE
È ovvio che questo paragrafo è dedicato a chi rimane; credo che difficilmente chi è partito abbia voglia di preparare il proprio funerale, ma prima di partire potreste dare disposizioni precise. Come tanti aspetti che abbiamo visto fino ad ora, anche in questo caso occorre valutare il soggetto specifico e a chi ci riferiamo nel dare indicazioni: sono religiosi? Età? Cultura? Paese? Tradizioni? ecc. Noi però terremo presenti dei precetti che andranno bene sia nel caso dobbiate organizzare sia nel caso vogliate dare i giusti consigli per il vostro funerale.
• COLORI: basta grigio, nero e tutto ciò che mi riporta ad un senso di colpa.
• MUSICA: sono frequenze pure, devono dare armonia, non tristezza.
• LUCE, SOLE: la luce fa sempre bene, usiamola.
• PROFUMI: gradevoli, dolci, non l’incenso che riporta ad un concetto di Chiesa e quindi di peccato; meglio fumigazioni purificatorie per tenere lontani i predatori.
• NO AI SENSI DI COLPA: pensieri amorevoli, nostalgici se volete, ma senza sensi di colpa.
• PIANTE E ANIMALI: sono sempre i benvenuti.
• SIMBOLI PROTETTIVI SULLA BARA: non si sa mai, gira un sacco di gente strana nell’aldilà.
• ESTREMA UNZIONE? Solo se la desiderate, perché alimenta il senso di colpa.
• CREMAZIONE? Non prima di tre giorni, a nessuno piace veder bruciare il proprio corpo, sa troppo di inferno.
COMUNICARE CON I VIVENTI E AFFRONTARE L’ATTRAZIONE DELLA REINCARNAZIONE
Se avrete fatto bene i vostri compiti, avrete capito che la comunicazione con chi rimane non è un vostro difetto, ma un difetto loro. Voi dovrete solo trasmettere amore e protezione, il resto avverrà da sé. In accordo con i vostri cari sarebbe opportuno stabilire, prima della vostra dipartita, un particolare codice con cui cercherete di far sentire la vostra presenza sul piano materiale: un numero, una parola, un oggetto, un animale, qualunque cosa abbia un significato e una caratteristica specifica e non troppo comune. Quando ve ne andrete, se ne avrete la possibilità, il vostro codice sarà un pensiero costante affinché riusciate a riportarvi questo specifico ricordo nell’aldilà. Siate pure presenti, ma discreti: avrete comunque i vostri impegni da portare avanti. Attendete con fiducia il vostro ritorno sulla Terra nella speranza che gli errori del passato siano stati colmati da atti di puro altruismo. Non desiderate più reincarnarvi? Siate buoni in vita, generosi, altruisti, rispettosi di ogni essere vivente… Quando le vostre frequenze saranno al loro massimo livello sarete in “paradiso”, nuovamente congiunti con l’energia madre. In quello stato di coscienza e di frequenza non avrete più bisogno di imparare.
Buon cambio d’abito a tutti…
SPECIALE MODULO DEDICATO AGLI ANIMALI
Per fortuna, gli ANIMALI non si identificano nel corpo come gli esseri umani! Sono molto più consapevoli della loro parte energetica, anche se spesso collettiva, di quanto lo siamo noi. Non hanno legami con la materia, non si preoccupano dei “tesori terreni” che lasciano e vivono l’esperienza nell’Aldilà in modo libero e sereno.
Un CANE o un GATTO, cresciuti nell’affetto di una famiglia, rimangono protettivi e custodi di questo affetto anche dopo la morte, perlomeno fino a quando l’ENERGIA NON VIENE SOSTITUITA!
Spesso mi sono pronunciato su questa questione in modo tale da sembrare cinico e disinteressato, ma quando ho detto: “Morto un gatto, ne occorre un altro”, non stavo certo banalizzando il trauma che può causare questa perdita, ma sostenendo che l’energia di un gatto (anche quella del cane, ma il gatto di più) deve essere sostituita per colmare una vera e propria voragine che si crea nella struttura energetica della famiglia e della casa che lo ha ospitato.
Gli animali, in particolare modo il gatto, non sono solo compagni di giochi per i bambini o piacevoli compagnie da accarezzare, ma sono veri e propri CATALIZZATORI di connessioni tra frequenze diverse. Nel momento in cui viene a mancare questa “forma attrattiva”, affinché la connessione sia ripristinata e funzionale, occorre un’energia simile… Dunque: “Morto un gatto, ne occorre un altro”!
Tornando però alla SEPOLTURA, l’unica cosa che veramente contribuisce a dare un buon apporto energetico all’anima di un animale domestico è la parte OLFATTIVA. Abbiamo detto che gli animali non hanno attaccamento per il corpo, non hanno i sensi di colpa come gli umani e non si identificano esclusivamente nella materia, ma nel caso in cui la loro ANIMA non sia già a correre in verdi prati e freschi boschi, il consiglio che posso darvi è quello di utilizzare, quale “calmante” dell’eventuale disagio animico, una serie di odori e profumi che riportino agli ambienti naturali. Mare, pioggia, erba, terra, alberi… Tutto ciò che riporta alla natura, nei suoi odori e profumi, è l’unico balsamo che sopperisce all’eventuale disagio dell’anima di un animale domestico che subisce il trauma dell’abbandono della propria famiglia umana.
SEPPELLITE I VOSTRI ANIMALI con il profumo di resine, alberi ed erba; cospargete il pelo di oli essenziali anche e soprattutto nel caso in cui la morte sia imminente. Se, per qualunque motivo, siete costretti a far sopprimere il vostro amico, cambiate le frequenze dell’ambulatorio veterinario attraverso suoni e odori. Anche i loro giochi, i vostri indumenti o tutto ciò che abbia un profumo familiare e tranquillizzante sono ottimi strumenti per rendere questo passaggio meno traumatico. Inutile dirvi che non devono mancare carezze e affetto, ma possibilmente non dolore e disperazione.
PROGRAMMA DEL CORSO
LA SOGLIA
Nuovo Laboratorio di Preparazione Consapevole al Passaggio e alla Morte
PRESENTAZIONE DEL CORSO
Lo scopo di questo percorso non è solo quello di sdrammatizzare l’evento morte o comprendere alcuni passaggi fondamentali che potrebbero essere di aiuto nel momento del trapasso, ma ciò che mi sono prefisso, quale desiderio e meta finale, è quello di educare tutti i partecipanti a un nuovo concetto metafisico dell’essere umano, della propria identità materiale ed energetica e delle proprie potenzialità. L’acquisizione di maggior consapevolezza nei confronti dei sistemi di credenza e la volontà di applicare pochi e semplici esercizi vi daranno l’opportunità di comprendere e percepire l’eternità dell’individuo, il continuo proseguire dell’esistenza attraverso il meccanismo delle reincarnazioni e la possibilità di affrontare e gestire l’evento morte in modo diverso da ciò che la nostra tradizione occidentale ci ha insegnato nel corso di questi inutili secoli.
La nostra Anima, energia magica e stupefacente, è stata condannata a un ruolo secondario, senza avere codici di contatto con gli altri corpi e quindi senza una rilevante esternazione delle proprie potenzialità. L’Anima rappresenta la vostra unica e vera essenza ed è importante imparare a identificarsi in questa “scintilla divina” e non nel vestito che indossa.
Affronta un cammino che va ben oltre i pochi anni di vita terrena che siamo costretti a fare e prosegue integra nei secoli dei secoli, desiderando un apprendimento funzionale al proprio progetto. La Morte, di fatto, non esiste, ma l’evento contraddistinto con questo nome ha ripercussioni su tanti piccoli aspetti del nostro percorso e di quello dei nostri cari che rimangono sulla Terra per un tempo più lungo rispetto al nostro. Impariamo dunque a morire sereni, perché in questa e nelle altre vite non si manifesti la paura di ciò che ci appare così triste e sconosciuto.
Quello che faremo in questo corso è apprendere le procedure corrette affinché armonia, equilibrio e serenità regnino in ogni anima, anche e soprattutto nel momento in cui dovrà affrontare il proprio trapasso. Vi spiegherò cosa vi succederà, cosa vedrete e vi aiuterò ad amplificare le vostre capacità percettive, in modo da “annusare” il mondo energetico che è l’habitat preferito della vostra Anima.
Che dobbiate accompagnare qualcuno o che vi prepariate per il vostro ultimo viaggio, vi assicuro che pochi accorgimenti faranno un’eterna e indiscutibile differenza.
Ensitiv
Chi è Ensitiv:
Ensitiv è uno scrittore, esperto di Viaggi Astrali e dell’evento Morte. Ha vissuto il suo primo sdoppiamento all’età di 12 anni circa diventando, nel corso degli anni, il maggior esperto di Viaggi Astrali in Italia.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo bestbeller “manuale per sopravvivere dopo la morte”, ed è stato contattato dal Maestro Franco Battiato per partecipare al docu/film “attraversando il bardo”.
Ad oggi, dopo numerose pubblicazioni e collaborazioni, è considerato uno tra i più famosi sensitivi in campo internazionale.
Crea e studia direttamente le tecniche che insegna durante i suoi corsi dedicati ai Viaggi Astrali o alla connessione con la propria anima.

INFO & ISCRIZIONI
Per qualsiasi informazione sul webinar, scrivi a

