La Teoria Più Disturbante Di Carl Jung Sulla Realtà – L’inconscio Collettivo

31 Agosto, 2026

Riscrivi il testo rendendolo più accattivante ed adatto ad un post su FB. Testo: Zurigo, inizio Novecento. Un ospedale psichiatrico. Un medico giovane attraversa un corridoio. Un paziente lo afferra per la giacca e lo trascina verso la finestra. «Guardi» gli dadi. «Guardi il sole. Muova la testa così, piano, e vedrà: il sole ha una coda. È da quella coda che nasce il vento.»

Il medico guarda. Non vede nessuna coda. Pensa: è solo un altro delirio. E per quattro anni non ci pensa più.

Poi, un giorno, gli capita tra le mani un testo antico. La liturgia di un culto romano di quasi duemila anni prima, tradotta da poco, che quasi nessuno aveva mai letto in tempi moderni. E lì, in una riga, trova scritto: dal sole pende un condotto, ed è da lì che ha origine il vento. Le stesse identiche parole del suo paziente. Un uomo che quel testo non l’aveva mai letto. Che non poteva averlo letto.

Quel medico si chiamava Carl Gustav Jung. E quella coincidenza impossibile lo spinse verso l’idea più audace di tutta la sua opera: che sotto la nostra mente personale ci sia un fondo comune a tutta l’umanità. Un mare antico che tutti condividiamo, e da cui, senza saperlo, siamo continuamente mossi.

Lo chiamò inconscio collettivo. E capirlo cambia il modo in cui vedi te stesso, gli altri, e ogni folla in cui ti sei mai trovato.

 

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