Consapevolezza e libertà
Proteste in Europa e nuove leggi: come non farsi travolgere dalla paura
Spagna, Francia, Italia: piazze in fiamme, decreti lampo e un'unica emozione che ci accomuna. La rabbia. Ma chi ci guadagna davvero, quando smettiamo di ragionare?
Qualche settimana fa, in una delle mie live, avevo anticipato che sarebbero arrivati malumori di piazza, e che sarebbero stati usati per giustificare nuove restrizioni. Oggi quei malumori sono arrivati.
Non voglio aggiungere altro rumore alle notizie che già ti bombardano. Voglio fare un'altra cosa: togliere un po' di polvere e guardare insieme a te cosa si muove sotto la superficie. Perché solo chi capisce il gioco può scegliere come giocarlo.
La prima regola: mai decidere quando sei stordito
Certe notizie arrivano con un effetto preciso: disorientarci. Ci fanno sentire senza vie d'uscita, come se il terreno ci mancasse sotto i piedi. Ed è proprio in quel momento che rischiamo di fare le scelte peggiori.
Pensaci: quando sei arrabbiato con un familiare, dici cose che a mente fredda non diresti mai. Con le notizie succede lo stesso, solo su scala più grande.
Io ho quasi 60 anni. Molti di voi ne hanno di più, altri di meno. Ma una cosa è certa: fino a oggi ce l'abbiamo sempre fatta. E ce la faremo anche questa volta.
«Passerà anche questa».L'incisione che, secondo la tradizione, Re Salomone portava nel suo anello
Viviamo in un mondo duale. Dietro ogni oppressione c'è una liberazione, dietro ogni restrizione si apre uno spazio nuovo. Per vederlo, però, serve una cosa sola: la calma.
Guarda la live completa
Questo articolo nasce da una mia diretta. Se preferisci ascoltare il ragionamento per intero, con le clip commentate e le domande del pubblico, eccola qui.
Cosa ho visto a Santiago de Compostela
Durante l'ultimo Cammino di Santiago, con il mio gruppo, ho filmato con i miei occhi le tende montate nella piazza della cattedrale. Erano lì da settimane, per protestare contro il caro affitti.
Sia chiaro: gli affitti sono davvero troppo alti, e chi protesta ha le sue ragioni. Ma una domanda me la sono posta. Santiago è una città curata in ogni dettaglio, una vera bomboniera. Lì un accampamento resta per settimane solo se qualcuno ha deciso di lasciarlo dove sta.
Non solo. Per due notti, tra le tre e le cinque del mattino, nelle zone dove dormono i turisti c'è stato un baccano sistematico, fatto apposta per non farli riposare. Un messaggio chiaro: qui non siete graditi.
Spagna
Tende in piazza e proteste contro gli affitti turistici, tollerate per settimane.
Francia
Tensione alta e voci di coprifuoco che circolano molto più dei fatti.
Italia
Violenze a Milano e, in pochi giorni, un nuovo decreto sulla sicurezza.
Chi rischia davvero: il ceto medio
La mia impressione è che il bersaglio finale sia il ceto medio. Tante famiglie si sono costruite un'autonomia proprio grazie a uno o due immobili in affitto. È una forma di indipendenza, e l'indipendenza è sempre scomoda per chi governa.
Lo stesso schema, a mio avviso, potrebbe arrivare in Italia. A Milano, per esempio, il Comune ha annunciato migliaia di alloggi a basso costo per studenti. Un'iniziativa che in sé può sembrare positiva, ma che sposterà una parte importante del mercato degli affitti privati.
I governi non agiscono mai per caso. Se una cosa si vede, è perché qualcuno vuole che si veda.
Milano: proteste spontanee o costruite?
Le violenze nel centro di Milano sono reali e vanno condannate senza sconti. Chi ha distrutto e saccheggiato deve risponderne, e non ho alcuna indulgenza verso di loro.
Però ci sono dettagli che, a mio parere, meritano una riflessione:
- la contemporaneità: gli episodi sono esplosi quasi insieme in più Paesi europei. Quando i focolai sono tanti e sincronizzati, difficilmente sono spontanei;
- i social: censurano in fretta contenuti molto più innocui, eppure questi appelli sono circolati liberamente;
- le proteste invisibili: le manifestazioni pacifiche del Sud, che hanno anche ottenuto risultati, in TV quasi non si sono viste.
La domanda che ti lascio è semplice: perché la nostra rabbia si concentra solo su chi ha spaccato le vetrine, e mai su chi potrebbe averli spinti a farlo?
La manipolazione passa dalle emozioni
Pensa a cosa hai provato vedendo le immagini delle forze dell'ordine che bloccavano quei ragazzi. Sii sincero. Molti hanno pensato: «Finalmente. Era ora».
È una reazione umana e comprensibile. Ma è proprio quando siamo arrabbiati che accettiamo misure che, a mente fredda, valuteremmo con molta più attenzione. È uno schema antico, che si ripete sempre uguale:
- ProblemaAccade qualcosa che ci spaventa o ci indigna
- ReazioneChiediamo a gran voce che qualcuno intervenga
- SoluzioneArrivano regole nuove, che accettiamo senza discutere
Il punto non è difendere chi ha sbagliato. Il punto è non farsi usare dalla propria rabbia.
Le nuove misure del governo, in parole semplici
Pochi giorni dopo i fatti, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto. Ecco i punti principali annunciati dalla Presidente del Consiglio:
- Nuovo reato
- Partecipazione violenta a una manifestazione: fino a 5 anni di carcere e 20.000 euro di multa.
- Minorenni
- Tra i 14 e i 18 anni si presume che il ragazzo capisse ciò che faceva, salvo prova contraria.
- Fermo preventivo
- Finora valeva solo per gli adulti, ora si applica anche ai minori.
- Chi rompe paga
- Se il responsabile è minorenne, pagano i genitori, anche con decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo.
- Riconoscimento biometrico
- Anche con l'intelligenza artificiale, per identificare chi si copre il volto.
Molte di queste norme, a mio parere, saranno difficili da applicare proprio a chi ha poco o nulla. Una famiglia che fatica ad arrivare a fine mese non ha beni da pignorare, e la legge protegge comunque la soglia minima per vivere.
Il rischio vero è un altro. Strumenti nati "contro i violenti" possono rendere più complicato manifestare per chiunque, anche in modo pacifico. E il riconoscimento facciale, oggi presentato per i vandali, domani potrà riguardare tutti noi.
Osserva anche la tempistica. Queste misure arrivano adesso, mentre siamo ancora scossi e arrabbiati. È il momento in cui siamo più disposti a dire di sì.
Cinque passi concreti per restare liberi
Lamentarsi non serve. E combattere il sistema, paradossalmente, ci tiene legati a lui: chi protesta per avere più lavoro, chiede in fondo di restare dentro lo stesso meccanismo. Serve invece diventare più liberi, un passo alla volta.
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Riduci le tue dipendenze
Ogni dipendenza è un piccolo cappio: alcol, sigarette, zuccheri. Ma anche il bisogno di attenzione, di approvazione, di "esserci" sempre.
Non è un caso che su molte sostanze che creano dipendenza esista un monopolio di Stato. Come terapeuta oggi mi concentro proprio su questo: ogni volta che ne sciogli una, diventi meno controllabile.
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Impara ad avere bisogno di meno
È l'essenzialismo: spendere meno, possedere meno, dipendere meno dal giudizio degli altri. Non è rinuncia, è leggerezza. Più sei essenziale, meno leve hanno su di te.
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Usa a tuo vantaggio gli strumenti che hai
La tecnologia che ci controlla offre anche opportunità. Quando facevo recupero crediti ho conosciuto marito e moglie, licenziati entrambi, con 10.000 euro di debiti. Li hanno saldati in quattro assegni vendendo online, e guadagnavano più di quando lavoravano in fabbrica.
Anche un semplice cambio armadio, con qualche capo messo su Vinted, è già un piccolo passo verso l'autonomia.
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Punta all'autosufficienza energetica
Non perché arriverà la catastrofe, ma perché i costi dell'energia potranno salire ancora. Più sei autonomo, più vivi tranquillo. Per questo a breve organizzeremo un webinar con Omar Nerini su come costruirsi in autonomia un impianto fotovoltaico.
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Non credere a ogni allarme
A Milano non c'è stato alcun coprifuoco, nonostante le telefonate preoccupate arrivate perfino da amici ad Atene. Durante la pandemia, ogni Paese pensava di essere il peggiore d'Europa. Prima di agitarti, verifica.
Quando abbiamo paura, tutta la nostra energia va nel salvare la pelle. Quando siamo sereni, troviamo soluzioni.
Il test: quanto sei consapevole di come il sistema influenza la tua vita?
Dodici domande, nessuna risposta giusta o sbagliata. Rispondi d'istinto, pensando a come ti comporti davvero, non a come vorresti comportarti. Alla fine scoprirai il tuo profilo.
Come si calcola il punteggio
Prima risposta 0 punti, seconda 1 punto, terza 2 punti. Totale massimo: 24. Da 0 a 8: Dentro il copione. Da 9 a 14: Al risveglio. Da 15 a 19: Osservatore lucido. Da 20 a 24: Libero pensatore.
Domande frequenti
C'è davvero il coprifuoco in Italia o in Francia?
No. Al momento in cui scrivo non c'è alcun coprifuoco né a Milano né in Francia. Sono voci che si alimentano a vicenda e creano paura. Verifica sempre prima di condividere.
Devo fare scorte o prepararmi al peggio?
Il panico non aiuta. Dopo questa fase, secondo me, arriverà una quiete apparente, con nuove misure soprattutto economiche e fiscali. Ha senso lavorare con calma sulla propria autonomia, per esempio energetica, non per paura ma per vivere più tranquilli.
Questo significa giustificare chi ha commesso violenze?
Assolutamente no. Chi ha distrutto e saccheggiato deve rispondere delle proprie azioni. Ma capire chi può averli spinti e cosa si costruisce sulla nostra rabbia è un dovere di chi vuole restare libero.
Ritrova la tua lucidità, un passo alla volta
Il Cammino di Santiago non è un trekking. È un lavoro profondo su te stesso, che più volte mi ha dato risposte e risorse nei momenti di grande pressione. Risorse che non arrivano da nessun governo.
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